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       Atti del Convegno:
"Tutela della Fauna Minore"
Provincia di Bologna - 25 Settembre 1998


Nidi Artificiali in cemento: nuove sperimentazioni

Guido Premuda
Via Da Palestrina, 20 - Bologna

Bruno Bedonni
Via A.Costa, 56 - Rastignano - BO

Introduzione:

L’utilizzo del legno nella costruzione dei nidi artificiali, presenta il problema non indifferente della manutenzione annuale, che diviene indispensabile se si vuole evitare che il nido in cattive condizioni possa rivelarsi un danno invece che un aiuto per gli animali che lo occupano.
Soprattutto nel caso di installazioni di grandi numeri di nidi artificiali a scopo protezionistico, l’impegno di manutenzione che ne deriva è spesso molto oneroso e continuo nel tempo.
Un nido artificiale in legno ha infatti vita breve se non viene regolarmente verificato e mantenuto (almeno una volta all’anno). Un nido che rischia di staccarsi facendo perdere tutta la covata o un nido malmesso che lascia accesso ai predatori, è ovviamente molto pericoloso e assolutamente da evitare.
Per risolvere tali problemi sono stati progettati i nidi in cemento, che non necessitano di manutenzione, sono molto più duraturi ed efficaci contro i predatori.
I nidi artificiali in cemento sono conosciuti ed utilizzati già da molti anni in Germania, dove il più specializzato produttore è la ditta Schwegler, che produce una vasta gamma di modelli in cemento, per moltissime specie di Uccelli, Mammiferi ed Insetti.
Tali nidi vengono costruiti utilizzando un composto di segatura, argilla e cemento.
Un inconveniente non trascurabile di questi nidi prodotti in Germania, è quello di poter essere ispezionati solamente asportando la parete frontale del nido. Questa operazione è molto pericolosa in periodo riproduttivo, in quanto si rischia di danneggiare il nido costruito all’interno e di fare uscire uova o nidiacei non ancora pronti all’involo.
In Italia il C.I.S.Ni.Ar. (Centro Italiano Studi Nidi Artificiali) produce un nido in cemento con un progetto decisamente migliorativo rispetto al modello tedesco precedente, in quanto consente l’apertura del tetto per l’ispezione.
Questo nido viene costruito con una miscela di cemento e argilla espansa.
Sia i modelli C.I.S.Ni.Ar. che Schwegler sono verniciati esternamente, per evitare che il cemento assorba l’acqua piovana.

Materiali e Metodi:

Da alcune prove manuali realizzate bagnando i nidi, simulando l’acqua piovana, abbiamo verificato che, all’interno dei nidi, si può verificare ristagno di umidità (a causa della presenza della segatura e dell’argilla) non certo favorevole per la nidificazione.
L’argilla espansa tende a mantenere l’umidità (viene impiegata infatti in floricoltura per trattenere l’acqua). Quindi nel caso di ingresso di acqua piovana all’interno del nido (per esempio a causa di temporali con vento forte) il nido tende a rimanere umido internamente.
Allo scopo di risolvere i problemi riscontrati, si è pensato di utilizzare una speciale miscela che potesse essere più efficace rispetto alle altre in uso.
Lo speciale composto da noi ideato, è formato da cemento, sabbia e vermicolite. Quest’ultimo è un minerale naturale costituito da silicato di alluminio e magnesio, che ha proprietà idrorepellenti e termoisolanti (viene infatti utilizzato nell’edilizia per le coibentazioni).
Esso svolge inoltre la funzione di aggregante leggero, contribuendo ad alleggerire il peso complessivo del nido.
Si è progettato quindi un nido artificiale del tipo "a tronchetto" per piccoli passeriformi, con apertura per l’ispezione dall’alto (sollevando il tetto). Il nido presenta inoltre una "armatura" circolare in filo di ferro per aumentarne la robustezza.
Il nido è verniciato esternamente con vernice idrorepellente per proteggere il cemento dall’acqua piovana. Il tetto viene verniciato con vernice a smalto per esterni, in quanto maggiormente soggetto alle intemperie.

Ad oggi sono stati costruiti circa 60 nidi con le seguenti caratteristiche:
- Diametri diversificati del foro di ingresso:
27 mm. (per Cinciarella Parus caeruleus, Cincia mora Parus ater)
32 mm. (per Cinciallegra Parus major, Picchio muratore Sitta europaea)
40 mm. (per Codirosso Phoenicurus phoenicurus, Torcicollo Jynx torquilla)
- Altezza interna del nido dal foro al pavimento: 16 cm.
- Diametro della cavità interna: 12 cm.
- Altezza totale del nido: 30 cm.
I nidi sono stati installati in diversi ambienti (urbano, collinare appenninico, boscoso appenninico, boscoso ed ecotonale prealpino) ad una altezza variabile da 2,5 a 3,5 metri da terra, nell’arco di tre anni (dal 1996 al 1998).

Risultati:

Le prove effettuate bagnando i nidi, simulando l’acqua piovana, hanno dato buoni risultati, in quanto il nido bagnato internamente, tende ad asciugare rapidamente.
Nessun nido installato in natura ha presentato problemi di ristagno di umidità.
I nidi sono stati ben accettati, raggiungendo in un caso (Monte Sole - Bo) una percentuale di occupazione del 52% (statisticamente molto alta per i nidi artificiali) in un’area ristretta (circa 4 ettari).
Le specie ospiti sono state esclusivamente Cinciallegra Parus major e Cinciarella Parus caeruleus.
In alcuni casi si è rilevato un ottimo successo riproduttivo con un numero massimo di 9 Juv. involati per nido, sia per Cinciarella Parus caeruleus che per Cinciallegra Parus major.
Non è mai stata rilevata la morte della nidiata.
Dalle rilevazioni effettuate ne consegue che l’utilizzo dei suddetti materiali garantisce un buon isolamento dagli sbalzi di temperatura, ed allo stesso tempo consente la traspirazione, evitando la dannosa formazione di umidità all’interno del nido. Queste caratteristiche dei materiali, unite a quelle della progettazione, fanno si che tali nidi garantiscano un ottimo esito delle nidificazioni.
In seguito ai risultati positivi ottenuti, abbiamo ora allo studio un modello speciale di nido artificiale in cemento per chirotteri di piccole dimensioni.

Discussione:

Alla luce delle personali esperienze sui nidi artificiali sia in legno che in cemento, ci sentiamo di ribadire e confermare i vantaggi e gli svantaggi che questi ultimi presentano rispetto a quelli costruiti in legno.

Vantaggi:
1) Maggiore resistenza e durata (longevità dovuta ai materiali resistenti e duraturi, ma anche al fatto di non essere ovviamente attaccati dai parassiti del legno).
2) Maggiore efficacia contro i predatori (Ghiro Myoxus glis, Scoiattolo Sciurus vulgaris, Faina Martes foina, Martora Martes martes, Picchi Picoides spp., Picus spp.).
3) Manutenzione non richiesta (solo pulizia del vecchio nido a fine stagione).

Svantaggi:
1) Maggiore costo e difficoltà di costruzione.
2) Maggiore pesantezza (in fase di installazione).
3) Minore accettabilità (meno occupazioni in percentuale rispetto ai nidi a tronchetto in legno).
4) Minore estetica (nei giardini).

Dalla ricerca bibliografica abbiamo rilevato le seguenti specie che si sono riprodotte in nidi artificiali in cemento:
- Cinciallegra Parus major
- Cinciarella Parus caeruleus
- Cincia bigia Parus palustris
- Cincia mora Parus ater
- Torcicollo Jynx torquilla
- Codirosso Phoenicurus phoenicurus
- Picchio muratore Sitta europaea
- Passera mattugia Passer montanus
Mentre tra le specie potenziali possiamo citare:
- Balia dal collare Ficedula albicollis
- Rampichino Certhia brachydactyla
- Rampichino alpestre Certhia familiaris
- Scricciolo Troglodytes troglodytes
- Cincia bigia alpestre Parus montanus
- Cincia dal ciuffo Parus cristatus
- Passera d’Italia Passer italiae

Oltre che come siti di nidificazione, i nidi in cemento sono frequentemente utilizzati come rifugi notturni invernali. Talvolta possono essere occupati anche da specie che non sono solite nidificarvi, come il Codibugnolo Aegithalos caudatus, lo Scricciolo
Troglodytes troglodytes ed i Picchi Picoides spp., Picus spp.
Potrebbero occupare tale nido anche alcuni Chirotteri arboricoli.
Di tale nido in cemento è possibile realizzare anche una versione di grandi dimensioni, adatta ad uccelli di media taglia.
- Diametri consigliati del foro di ingresso:
65 mm. (Assiolo e Upupa); 80 mm. (Civette); 120 mm. (Allocco)
- Altezza interna del nido dal foro al pavimento: 32 cm.
- Diametro della cavità interna: 25 cm.
- Altezza di installazione: variabile da 3 a 5 metri da terra
Le potenziali specie utilizzatrici, tra cui alcune molto interessanti sotto il profilo ornitologico e protezionistico, sono: Upupa Upupa epops, Assiolo Otus scops, Civetta Athene noctua, Civetta capogrosso Aegolius funereus, Civetta nana Glaucidium passerinum, Allocco Strix aluco, Ghiandaia marina Coracias garrulus, Storno Sturnus vulgaris e Taccola Corvus monedula.
Il C.I.S.Ni.Ar. ha recentemente prodotto un modello in cemento ed aggregato leggero di grandi dimensioni (foro ingresso: 65 mm; altezza interna: 24 cm; peso: 8 Kg).
Anche la ditta Schwegler produce modelli in cemento e segatura, di grandi dimensioni, per Upupa (foro ingresso: 45/55 mm; diametro camera interna: 14 cm; peso: 4,4 Kg), per Civetta capogrosso (foro ingresso: 80x90 mm; peso: 9,3 Kg) e per Allocco (foro ingresso: 110x120 mm; peso 9,2 Kg).

Ringraziamenti:

Ringraziamo Marco Bedonni e Angelo Premuda per le idee nella progettazione e la mano d’opera nella realizzazione.

Bibliografia:

ABRAM S., FRAPPORTI C., 1988 - Uccelli, nidi artificiali e mangiatoie. Manfrini, Trento. 100-101.
BENASSI R., RABACCHI R., 1997 - Un nido artificiale formato maxi. Picus 2: 125-128.
MARSIGLI S., 1981 - Gli aspetti funzionali dei nidi artificiali in cemento. Picus 7: 41-43.
MARSIGLI S., 1980 - Resoconto dei lavori e delle ricerche del Centro Italiano Studi Nidi Artificiali (C.I.S.Ni.Ar.) nei primi cinque anni di attività. Picus 6: 3-25.


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